Arbitrato internazionale

Quando si parla di Arbitrato internazionale ci si riferisce ad uno dei mezzi di risoluzione pacifica delle cosiddette Controversie internazionali. Una controversia internazionale è un disaccordo su un certo interesse, una contraddizione o una controversia su un diritto soggettivo. L’Arbitrato è una forma di regolamento giudiziale che si conclude con una sentenza arbitrale e che ha valore obbligatorio per le parti. L’arbitrato viene considerato internazionale se una delle parti ha residenza o sede (se persona fisica o giuridica rispettivamente) in uno Stato estero.

Le Convenzioni dell’Aia del 1899 e del 1907 hanno istituito la Corte Internazionale di Arbitrato (ICC), leader mondiale nella risoluzione delle controversie internazionali di arbitrato, che dispone di una lista di arbitri designati dagli Stati contraenti. Gli Stati in conflitto possono quindi scegliere, di volta in volta, gli arbitri con il compito di derimere una controversia, presente o futura. La decisione degli arbitri è vincolante per le parti.

Le Convenzioni Internazionali, I Regolamenti Arbitrali e le leggi contenute nei diversi Ordinamenti Nazionali disciplinano l’Arbitrato Internazionale.

In Italia l’Arbitrato Internazionale viene regolato dal Titolo VI con gli articoli 832 – 840 del Codice di Procedura Civile, riformato successivamente dal decreto legislativo 40/2006.

Alcuni Stati, con il fine di evitare controversie irresolubili, hanno redatto Trattati Generali di Arbitrato che possano risolvere controversie future, indicando il collegio arbitrale competente e le norme da applicare.

Esistono vari tipi di Arbitrato, combinabili tra di loro. L’arbitrato si può quindi dividere in rituale o irrituale. Nel primo, le parti possono far decidere agli arbitri la statuizione finale, detta lodo, mentre nel secondo gli arbitri stabiliscono le modalità di svolgimento delle procedure, ma la statuizione finale sarà il risultato della transazione sottoscritta dalle parti.

Ancora, l’arbitrato internazionale può essere:

  • Amministrato, quando le parti affidano ad un ente o ad un’ istituzione (come l’International Chamber of Commerce o la Camera Arbitrale di Milano) la gestione ed il controllo della procedura arbitrale, incaricandosi di risolvere la disputa oltre a fornire l’assistenza necessaria. In questo caso non sarà necessaria alcuna negoziazione tra le parti.
  • ad Hoc, quando le parti non ricorrono ad enti o istituti, ma sono le parti stesse a determinare le modalità dell’arbitrato, come la sede, il procedimento e le regole. In questo caso vi è una maggior flessibilità ed autonomia delle parti. Qualora le parti non abbiano stipulato le regole da applicare senza far riferimento a particolari regolamenti arbitrali, si ricorre alla legge locali.

Infine l’Arbitrato può svolgersi secondo diritto, obbligando gli arbitri ad applicare le norme sostanziali dell’ordinamento giuridico, e secondo equità, lasciando la possibilità agli arbitri di farsi guidare da criteri equitativi dettati dalle circostanze specifiche.

La Convenzione di New York è una trattato internazionale multilaterale firmato durante la Conferenza Diplomatica delle Nazioni il 10 giugno 1958, entrato poi in vigore il 7 giugno 1959 e ratificato da più di 140 stati, tra i quali l’Italia con la legge n. 62 del 19 gennaio 1969. Questo trattato facilitò il processo di riconoscimento ed esecuzione dei lodi arbitrali stranieri e favorì l’armonizzazione delle varie discipline nazionali in materia.

L’arbitrato viene usato da ogni avvocato internazionale anche per risolvere controversie tra Stati e persone fisiche o giuridiche, nel settore degli investimenti stranieri. Nel 1966 è stato infatti abilitato l’ International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID), un’organizzazione internazionale autonoma con sede a Washington e con stretti legami con la Banca Mondiale. L’ICSID è stato istituito per incoraggiare gli investimenti internazionali oltre a mitigarne i rischi tramite tribunali indipendenti e meccanismi di arbitrato, obbligando gli Stati contraenti a rispettare e sostenere le sentenze arbitrali.

Le controversie internazionali sono una parte della vita di molte aziende internazionali o multinazionali. L’aiuto di un avvocato con capacità e competenze tecniche per rappresentare i clienti in qualsiasi sistema giuridico, potrebbe offrirvi il giusto approccio orientato alla risoluzione delle controversie nonché alla comprensione di ciascuna delle esigenze legali del caso. È importante essere adeguatamente consigliati nella selezione di arbitri qualificati, esperti di diritto locale, periti e altri professionisti arbitrali, nella comprensione delle clausole di risoluzione, nei problemi pre-contenzioso o nei metodi di risoluzione alternativa.