Area di Pratica

Immigrazione e Visti USA

Visti non immigrant, green card, EB-5, naturalizzazione, ricongiungimento familiare e cittadinanza tra Italia e Stati Uniti d'America.

Verificato il 27 settembre 2026 · Fonti

Il diritto immigratorio statunitense è una delle aree più complesse e tecniche dell'ordinamento federale americano. Per il cittadino italiano che progetta un trasferimento, un investimento o un percorso di naturalizzazione negli Stati Uniti — così come per il cittadino americano che intende stabilirsi in Italia — la corretta scelta del visto e l'osservanza scrupolosa della procedura sono determinanti per il successo del progetto.

Il quadro normativo immigratorio USA

La materia immigratoria negli Stati Uniti è disciplinata in via principale dall'Immigration and Nationality Act (INA), codificato nel Title 8 dello United States Code (8 USC §§ 1101 e seguenti) e nel Title 8 del Code of Federal Regulations (8 CFR). L'INA, originariamente emanato nel 1952 e successivamente modificato da numerosi interventi legislativi (Immigration Act 1990, IIRIRA 1996, REAL ID Act 2005, USCIS Stabilization Act), costituisce il testo organico cui si raccorda l'intera prassi amministrativa.

L'amministrazione dell'INA è ripartita fra più agenzie federali. USCIS (United States Citizenship and Immigration Services), nell'ambito del Department of Homeland Security, decide sulle petizioni e sulle richieste di status. Il Department of State, attraverso le ambasciate e i consolati, rilascia i visti d'ingresso e gestisce il National Visa Center. CBP (Customs and Border Protection) controlla l'ammissione ai porti d'ingresso. ICE (Immigration and Customs Enforcement) si occupa dell'enforcement interno e delle procedure di rimozione. Il Department of Labor (DOL) certifica la posizione lavorativa per i visti basati sull'occupazione.

Il Foreign Affairs Manual (FAM), insieme al USCIS Policy Manual, costituisce la fonte interpretativa operativa più rilevante per la prassi quotidiana. La giurisprudenza della Board of Immigration Appeals (BIA) e dei Circuit Courts of Appeals integra il quadro, soprattutto in materia di removability e waivers.

I visti non immigrant per cittadini italiani

I nonimmigrant visas sono concessi a stranieri che intendono entrare temporaneamente negli Stati Uniti per finalità specifiche, senza intenzione di stabilirvisi permanentemente. La presunzione di intento immigratorio (INA § 214(b)) costituisce uno dei principali ostacoli al rilascio: spetta al richiedente dimostrare di possedere legami sufficienti con il proprio Paese di origine e di avere intenzione di rientrare al termine del soggiorno autorizzato.

Le categorie di visto non immigrant rilevanti per i cittadini italiani spaziano dai visti turistici e d'affari (B-1/B-2) a quelli d'investimento (E-1/E-2), di trasferimento intra-aziendale (L-1), di occupazione specializzata (H-1B), di abilità straordinaria (O-1), studio (F, M), scambio culturale (J-1), media (I), atleti e artisti (P), religiosi (R) e altri. Ciascuna categoria ha presupposti, durata e prospettive di estensione differenti, ed è soggetta a una procedura specifica davanti a USCIS, al Department of Labor o direttamente al Consolato.

Il Visa Waiver Program ed ESTA

L'Italia aderisce dal 29 luglio 1989 al Visa Waiver Program (VWP), che consente ai cittadini italiani in possesso di passaporto elettronico in corso di validità di entrare negli Stati Uniti per motivi di turismo o affari per un periodo massimo di 90 giorni senza necessità di visto consolare. È necessaria, prima della partenza, l'autorizzazione elettronica ESTA (Electronic System for Travel Authorization), rilasciata dal sito ufficiale CBP a fronte del pagamento di una tariffa: la legge federale del 4 luglio 2025 (Public Law 119-21) l'ha portata da 21 a 40 dollari dal 30 settembre 2025, e con l'adeguamento annuale all'inflazione è di 40,27 dollari dal 1° gennaio 2026. Nel dicembre 2025 CBP ha avviato la procedura per rendere obbligatoria nel modulo ESTA l'indicazione dei profili social usati negli ultimi cinque anni.

Il VWP presenta limiti significativi: non consente di lavorare, di prolungare il soggiorno oltre i 90 giorni, di cambiare status all'interno degli Stati Uniti né di richiedere l'adjustment of status (salvo il caso di matrimonio con cittadino americano, e con limitazioni). L'ESTA può essere negato per precedenti penali, la presenza, dal 1° marzo 2011, in Iraq, in Siria, in un Paese designato dagli Stati Uniti come sostenitore del terrorismo o in un altro Paese indicato dal DHS, o la cittadinanza di uno di questi Paesi (8 U.S.C. § 1187(a)(12)), o per altri motivi di inammissibilità INA § 212(a). In caso di ESTA negato, il cittadino italiano deve richiedere un visto consolare tradizionale.

Errori frequenti nel VWP

Numerosi italiani perdono l'eleggibilità al Visa Waiver per attività lavorative svolte irregolarmente durante un soggiorno turistico, per superamento dei 90 giorni o per dichiarazioni inesatte all'ingresso. La revoca dell'ESTA e il diniego all'imbarco sono conseguenze frequenti e possono compromettere durevolmente la possibilità di ottenere visti futuri.

Visti d'affari e di lavoro

Per soggiorni superiori a 90 giorni, per attività lavorative o per investimenti strutturati, il cittadino italiano deve ottenere un visto consolare specifico. Le categorie più frequentemente utilizzate sono le seguenti:

Visto B-1/B-2: business e turismo

Il visto B-1 è destinato a viaggi d'affari (riunioni, fiere, negoziazioni contrattuali, formazione, partecipazione a convegni); il B-2 a finalità turistiche, mediche o di visita familiare. L'ammissione è concessa per non più di un anno (per il B-2 di regola per almeno sei mesi), con proroghe di non più di sei mesi ciascuna (8 CFR § 214.2(b)). Per i cittadini dei Paesi indicati dal Dipartimento di Stato il visto B-1/B-2 può essere subordinato a una cauzione (visa bond) fino a 20.000 dollari: il programma, sperimentale dal 20 agosto 2025, è permanente dal 3 agosto 2026. Il B-1 non consente di svolgere attività lavorativa retribuita negli Stati Uniti né di percepire compensi da fonte statunitense.

Visti E-1 ed E-2: Treaty Trader / Treaty Investor

L'Italia è uno dei Paesi firmatari del Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione con gli Stati Uniti (firmato nel 1948; per i visti E vale dal 26 luglio 1949), che apre l'accesso ai visti E-1 ed E-2. Il visto E-1 Treaty Trader è destinato a chi gestisce un volume sostanziale di scambi commerciali tra l'Italia e gli USA. Il E-2 Treaty Investor è destinato all'investitore italiano che impegna un capitale sostanziale (non esiste un importo minimo: il consolato valuta la proporzione tra capitale investito e costo complessivo dell'impresa, 9 FAM 402.9-6(D)) in un'impresa attiva e non marginale negli Stati Uniti.

Il visto E-2, in particolare, è uno degli strumenti più utilizzati dagli imprenditori italiani: consente di vivere e lavorare negli Stati Uniti dirigendo la propria attività, è rinnovabile a tempo indefinito finché l'investimento e l'attività rimangono operativi, ed estende il diritto di soggiorno (e di lavoro per il coniuge) ai familiari. Non costituisce, tuttavia, una via diretta verso la green card.

Visti L-1A e L-1B: trasferimenti intra-aziendali

Il visto L-1A è destinato ai dirigenti e ai manager (executive/managerial capacity) trasferiti da una società italiana a una società americana del medesimo gruppo. Il L-1B è destinato a personale con conoscenze specialistiche (specialized knowledge). Requisito imprescindibile è l'esistenza di un rapporto qualificato (parent, subsidiary, affiliate, branch) tra le due entità e l'aver lavorato per la società estera per almeno un anno nei tre anni precedenti.

La durata iniziale è di tre anni (un anno per le new office L-1), prorogabile fino a sette anni totali per L-1A e cinque anni per L-1B. Il visto L-1A consente l'accesso semplificato alla categoria EB-1C per la green card.

Visto H-1B: specialty occupation

Il visto H-1B è destinato a lavoratori altamente qualificati impiegati in specialty occupations (richiedenti almeno una laurea in un campo specifico). Il sistema è soggetto a un cap annuale di 65.000 visti, più 20.000 per laureati con master statunitensi, ed è sottoposto a una selezione elettronica annuale delle registrazioni (lottery, registration period generalmente in marzo), che dalla stagione per l'anno fiscale 2027 è ponderata a favore delle offerte con i livelli salariali più alti (regola DHS del 29 dicembre 2025). Dal 21 settembre 2025 la Proclamation 10973, prorogata fino al 21 settembre 2027 dalla Proclamation 11069 del 18 settembre 2026, limita l'ingresso dei lavoratori H-1B la cui petizione non sia accompagnata da un pagamento di 100.000 dollari, salvo eccezioni di interesse nazionale; nell'agosto 2026 il DHS ha inoltre proposto un contributo di 103.265 dollari per le petizioni soggette al cap. La durata iniziale è di tre anni, rinnovabile fino a sei anni complessivi, con estensioni ulteriori se è in corso una procedura di green card.

Visto O-1: extraordinary ability

Il visto O-1 è destinato a stranieri di abilità straordinaria nelle scienze, nelle arti, nell'istruzione, negli affari o nello sport (O-1A) e nelle arti, nel cinema o nella televisione (O-1B). Richiede prove rigorose di riconoscimento sostenuto a livello nazionale o internazionale, attraverso almeno tre dei criteri previsti dalla regulation (premi, pubblicazioni, ruoli critici, citazioni, compensi elevati, ecc.). Non è soggetto a cap annuale e non comporta presunzione di intento immigratorio (dual intent).

Altri visti rilevanti

Tra le altre categorie di rilievo per i cittadini italiani: F-1 (studio universitario, con possibilità di OPT), M-1 (vocational study), J-1 (programmi di scambio, con eventuale obbligo di rientro biennale ex INA § 212(e)), P-1/P-3 (atleti e artisti riconosciuti), I (giornalisti e media), R-1 (religiosi), TN (riservato a cittadini canadesi e messicani — non disponibile per italiani).

Tabella sinottica dei principali visti di lavoro

La carta verde (Green Card)

La Lawful Permanent Residence, comunemente nota come green card, conferisce il diritto di vivere e lavorare permanentemente negli Stati Uniti. Le vie principali per il suo conseguimento da parte di cittadini italiani sono quattro: family-based, employment-based, investor-based (EB-5) e — solo eccezionalmente — la Diversity Visa Lottery.

Family-based

Si distinguono gli immediate relatives di cittadini americani (coniuge, figli minori non sposati, genitori se il petizionante ha almeno 21 anni), per i quali non vi sono limiti numerici e la procedura è relativamente rapida, e i family preferences (figli adulti, fratelli, parenti di lawful permanent residents), soggetti a quote annuali e a tempi di attesa anche di molti anni, monitorati attraverso il Visa Bulletin mensile del Department of State.

Employment-based

La struttura employment-based è organizzata in cinque preferenze:

  • EB-1: priority workers (extraordinary ability, outstanding professors/researchers, multinational executives/managers — EB-1C);
  • EB-2: professionisti con titoli accademici avanzati o abilità eccezionali (incluso il National Interest Waiver — EB-2 NIW);
  • EB-3: skilled workers, professionals e other workers, soggetti a PERM labor certification;
  • EB-4: special immigrants (religiosi, broadcasters, ex impiegati di organizzazioni internazionali);
  • EB-5: investitori (trattato a parte).

Diversity Visa Lottery

La Diversity Lottery dispone per legge di 55.000 visti l'anno (INA § 201(e)) per cittadini di Paesi a bassa immigrazione: ne sono esclusi i Paesi da cui sono arrivati più di 50.000 immigrati nei cinque anni fiscali precedenti (INA § 203(c)). L'eleggibilità di ciascun Paese, Italia compresa, va verificata ogni anno nelle istruzioni ufficiali del Dipartimento di Stato; dalla regola dell'11 marzo 2026 la domanda richiede, salvo esenzioni, i dati e la scansione di un passaporto valido.

EB-5 Investment Program

Il programma EB-5, introdotto dall'Immigration Act of 1990 e oggetto di profonda riforma con il RIA — Reform and Integrity Act of 2022, consente di ottenere la green card a fronte di un investimento qualificato in un'impresa americana che generi posti di lavoro. È uno strumento particolarmente apprezzato dagli investitori italiani con disponibilità patrimoniale significativa.

Le soglie di investimento attualmente vigenti sono: 800.000 dollari per investimenti in Targeted Employment Areas (TEA: aree rurali o ad alta disoccupazione) e 1.050.000 dollari per investimenti in aree non TEA; dal 1° gennaio 2027, e poi ogni cinque anni, gli importi si adeguano all'inflazione per le petizioni presentate da quella data (INA § 203(b)(5)(C)(iii)). L'investimento deve creare almeno 10 posti di lavoro a tempo pieno per lavoratori americani entro due anni.

Direct investment vs. Regional Center

L'investitore può scegliere tra direct investment (gestione diretta di un'impresa propria, con creazione effettiva di posti di lavoro) o investimento attraverso un Regional Center approvato da USCIS, che consente il computo di posti di lavoro indiretti e induced jobs sulla base di studi econometrici. Il Regional Center è la modalità più diffusa per investitori passivi.

Source of funds

Profilo critico è la dimostrazione della source and path of funds: l'investitore deve documentare in modo completo l'origine lecita dei capitali investiti, con tracciamento bancario integrale e prova della legittimità delle fonti (redditi, vendite immobiliari, donazioni, eredità, profitti d'impresa). Le richieste documentali sono particolarmente onerose nel sistema italiano per via della disciplina della privacy bancaria.

Conditional residence e removal of conditions

L'investitore EB-5 ottiene inizialmente una green card condizionale di due anni (dopo l'approvazione del Form I-526, o I-526E per gli investimenti tramite Regional Center). Negli ultimi 90 giorni del biennio deve presentare il Form I-829 per la removal of conditions, dimostrando che l'investimento è stato mantenuto e che i posti di lavoro richiesti sono stati creati. Solo all'esito favorevole si consegue la green card permanente. Per la corretta strutturazione del progetto è prudente farsi seguire da un avvocato negli stati uniti con competenze multidisciplinari in immigration e securities law.

Naturalizzazione USA

La naturalizzazione è disciplinata dagli artt. 310 e seguenti dell'INA (8 USC §§ 1421 ss.) e si concretizza nell'acquisto della cittadinanza statunitense da parte del lawful permanent resident che soddisfi specifici requisiti.

Requisiti generali

  • Età e residenza permanente Il richiedente deve aver compiuto 18 anni ed essere lawful permanent resident da almeno 5 anni (o 3 anni se sposato con cittadino USA da pari periodo).
  • Continuous residence Residenza continuativa negli Stati Uniti durante tutto il periodo di eleggibilità: assenze superiori a 6 mesi creano presunzione di interruzione, assenze superiori a un anno la determinano salvo eccezioni.
  • Physical presence Presenza fisica effettiva negli USA per almeno la metà del periodo richiesto (30 mesi su 60 nel regime ordinario, 18 su 36 per i coniugi di cittadini).
  • Good moral character Buona condotta morale nei 5 (o 3) anni precedenti, con particolare attenzione a precedenti penali, evasione fiscale, mancato pagamento degli alimenti, dichiarazioni mendaci.
  • Conoscenza della lingua inglese Capacità di leggere, scrivere e parlare un inglese basico, salvo esenzioni per età avanzata e lunga residenza.
  • Civics test Conoscenza della storia, della geografia e dell'ordinamento costituzionale americano, verificata attraverso il test di civics.
  • Attaccamento alla Costituzione Disposizione favorevole verso l'ordinamento costituzionale e l'ordine pubblico statunitense.
  • Oath of Allegiance Pronuncia del giuramento di fedeltà nella cerimonia conclusiva del procedimento di naturalizzazione.

Doppia cittadinanza

L'ordinamento italiano consente la doppia cittadinanza dal 16 agosto 1992 (Legge 5 febbraio 1992, n. 91, art. 11). Il cittadino italiano che acquisti la cittadinanza statunitense per naturalizzazione conserva pertanto la cittadinanza italiana (l'iscrizione all'AIRE è un obbligo distinto di chi risiede all'estero). Anche gli Stati Uniti tollerano la doppia cittadinanza: il giuramento (Oath of Allegiance) contiene una formula di rinuncia alle altre fedeltà, ma la conservazione della cittadinanza italiana dipende dalla legge italiana, e la Corte Suprema ha escluso che la cittadinanza americana si perda senza la volontà di rinunciarvi (Afroyim v. Rusk, 387 U.S. 253 (1967); Vance v. Terrazas, 444 U.S. 252 (1980)).

Ricongiungimento familiare

Il sistema di ricongiungimento familiare statunitense è strutturato su due livelli: gli immediate relatives e le family preferences.

Gli immediate relatives di cittadini americani — coniuge (IR-1/CR-1), figli minori non sposati (IR-2/CR-2), genitori (IR-5) — non sono soggetti a quote numeriche annuali. La procedura, attivata con il Form I-130, è generalmente rapida e si conclude con il consular processing presso il consolato di residenza dell'immigrante o, se già negli USA, con l'adjustment of status (Form I-485).

Le family preferences riguardano i parenti di lawful permanent residents e altre relazioni familiari di cittadini, e sono distribuite in cinque categorie (F1, F2A, F2B, F3, F4) con quote annuali e tempi di attesa significativi, monitorati nel Visa Bulletin.

K-1: visto del fidanzato

Il visto K-1 consente al fidanzato/a di un cittadino americano l'ingresso negli Stati Uniti per contrarre matrimonio entro 90 giorni. Successivamente al matrimonio si procede con l'adjustment of status. La via K-1 è particolarmente utilizzata da coppie italo-americane non ancora sposate.

Adjustment of Status

L'adjustment of status (Form I-485) è la procedura per il passaggio dallo status non immigrant a quello di lawful permanent resident senza necessità di lasciare il territorio statunitense. Comprende molteplici accertamenti (medical examination, biometrics, background check, eventuale interview) e i tempi variano secondo la categoria e l'ufficio USCIS competente.

Inammissibilità ed espulsione

L'INA § 212(a) elenca le categorie di stranieri inammissibili al territorio statunitense: motivi sanitari, criminali, di sicurezza nazionale, di onere pubblico (public charge), di precedenti violazioni dell'INA, di frode in visa application, di precedente rimozione, di soggiorno illegale (3-year e 10-year bars).

Particolarmente rilevanti per i cittadini italiani sono i motivi di natura penale: condanne per crimes involving moral turpitude (CIMT), reati in materia di stupefacenti, reati aggravati (aggravated felonies) ai sensi dell'INA § 101(a)(43). Anche un singolo precedente penale italiano può determinare l'inammissibilità e richiedere un percorso di waiver (esenzione discrezionale) di non semplice ottenimento.

L'INA § 237 disciplina invece i grounds of deportability, ossia le condizioni per cui un soggetto già ammesso può essere rimosso. Le procedure di rimozione si svolgono dinanzi alle Immigration Courts dell'Executive Office for Immigration Review (EOIR), con possibilità di appello alla BIA e, in alcuni casi, ai Circuit Courts.

Waivers

L'INA prevede meccanismi di waiver per superare l'inammissibilità: I-601 (general waiver), I-601A (provisional unlawful presence waiver), I-212 (consent to reapply after removal), 212(d)(3) (nonimmigrant waiver). La concessione è discrezionale; per l'I-601 e l'I-601A occorre di regola provare un extreme hardship per il familiare qualificante cittadino o LPR.

Conformità AIRE per italiani residenti USA

Il cittadino italiano che si stabilisce negli Stati Uniti per più di dodici mesi è tenuto, ai sensi della Legge 27 ottobre 1988 n. 470 e del relativo Regolamento (DPR 323/1989), a iscriversi all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) presso il Consolato territorialmente competente. L'iscrizione comporta la cancellazione dall'anagrafe del comune italiano di provenienza.

L'iscrizione AIRE comporta conseguenze fiscali rilevanti: l'iscrizione da sola non basta a escludere la residenza fiscale italiana, perché dal 2024 l'art. 2 TUIR, riscritto dal D.Lgs. 209/2023 (dal 2027 art. 2 del nuovo testo unico, D.Lgs. 117/2026), guarda alla residenza civilistica, al domicilio e alla presenza fisica per la maggior parte dell'anno, e l'iscrizione nell'anagrafe dei residenti vale come presunzione che ammette prova contraria; il non residente resta soggetto a tassazione italiana sui redditi prodotti in Italia. L'iscrizione consente l'esercizio del voto per corrispondenza nelle elezioni politiche e referendarie, nonché l'accesso ai servizi consolari (rinnovo passaporto, certificazioni, atti di stato civile).

Il monitoraggio della propria posizione AIRE e l'aggiornamento dei dati anagrafici sono essenziali per evitare contestazioni di residenza fittizia, particolarmente frequenti negli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate verso italiani residenti negli Stati Uniti.

Il visto Italia per cittadini USA

Il sistema speculare — l'ingresso e il soggiorno in Italia del cittadino statunitense — è disciplinato dal Testo Unico Immigrazione (D.lgs. 25 luglio 1998 n. 286), dal relativo Regolamento di attuazione (DPR 394/1999) e dalle disposizioni dello Schengen Acquis. Il cittadino USA gode dell'esenzione dal visto per soggiorni brevi (massimo 90 giorni su un periodo di 180 giorni nello spazio Schengen).

Visti per soggiorni superiori a 90 giorni

Per soggiorni superiori a 90 giorni, il cittadino americano necessita di un visto nazionale di lungo soggiorno (Tipo D), da richiedere presso il Consolato italiano competente per circoscrizione di residenza. Le principali categorie sono:

  • Visto di studio: per iscrizione a istituzioni universitarie italiane;
  • Visto per lavoro subordinato: subordinato al decreto flussi annuale e al nulla osta dello Sportello Unico Immigrazione;
  • Visto per lavoro autonomo: con dimostrazione di idoneità professionale e capacità economica;
  • Visto per ricongiungimento familiare: ai sensi dell'art. 29 T.U. 286/1998;
  • Visto per residenza elettiva: riservato a chi possa mantenersi con redditi propri (pensioni, rendite, dividendi) senza svolgere attività lavorativa in Italia, con risorse stabili e regolari il cui importo minimo va verificato presso il consolato;
  • Investor Visa for Italy: previsto dall'art. 26-bis del T.U. immigrazione, per investimenti in titoli di Stato (2 milioni di euro, mantenuti per almeno due anni), nel capitale di società o fondi di venture capital italiani (500.000 euro, ridotti a 250.000 per le startup innovative) o donazioni filantropiche (1 milione);
  • Visto per cure mediche;
  • Digital Nomad Visa: previsto dall'art. 27, comma 1, lett. q-bis, del T.U. immigrazione per nomadi digitali e lavoratori da remoto non UE; un decreto interministeriale ne definisce i requisiti, tra cui le categorie di lavoratori altamente qualificati e il reddito minimo.

Successivamente all'ingresso, il cittadino americano deve richiedere il permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall'ingresso, al questore della provincia in cui si trova (art. 5, comma 2, T.U. immigrazione). Il permesso ha durata legata al motivo del soggiorno ed è rinnovabile.

La cittadinanza italiana per americani

La cittadinanza italiana è disciplinata dalla Legge 5 febbraio 1992 n. 91 e dal relativo regolamento di attuazione. I cittadini statunitensi di origine italiana dispongono di tre vie principali per il riconoscimento o l'acquisto della cittadinanza italiana.

Ius sanguinis (cittadinanza per discendenza)

L'Italia adotta il principio dello ius sanguinis, ma per chi nasce all'estero la trasmissione non è più illimitata: l'art. 3-bis della L. 91/1992, introdotto dal D.L. 28 marzo 2025 n. 36 (convertito dalla L. 23 maggio 2025 n. 74), considera non avere mai acquistato la cittadinanza chi è nato all'estero, anche prima della riforma, e possiede un'altra cittadinanza, salvo che la domanda di riconoscimento sia stata presentata al consolato o al comune entro le 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025, o in un appuntamento comunicato entro quell'ora; che la domanda giudiziale sia stata depositata entro lo stesso termine; che un genitore o un nonno possieda, o possedesse alla morte, esclusivamente la cittadinanza italiana; o che un genitore o adottante abbia risieduto in Italia per almeno due anni continuativi dopo averla acquistata e prima della nascita o dell'adozione del figlio. La Corte costituzionale ha dichiarato non fondate, o inammissibili, le questioni sollevate sulla norma (sentenza n. 63 del 2026). Chi rientra in una di queste ipotesi può chiedere il riconoscimento della cittadinanza presso il Consolato della propria circoscrizione (o presso il Comune in caso di trasferimento in Italia), producendo l'intera documentazione di stato civile dell'avo italiano e di tutti i discendenti.

Restano fermi i requisiti tradizionali: l'avo italiano non deve aver perso la cittadinanza prima della nascita del figlio a cui l'ha trasmessa, né avervi rinunciato. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 24045 del 2026) hanno chiarito che il figlio minorenne nato negli Stati Uniti, e quindi cittadino americano per nascita, conservava la cittadinanza italiana anche se il genitore si naturalizzava: la perdita per effetto della naturalizzazione del genitore riguardava solo il minore che aveva esclusivamente la cittadinanza italiana (artt. 7 e 12 L. 555/1912). La documentazione (atti di nascita, matrimonio, morte) deve essere apostillata e tradotta in italiano.

Casi 1948

I cosiddetti casi 1948 riguardano discendenti la cui catena di trasmissione passi per una donna che abbia avuto figli prima del 1° gennaio 1948 (data di entrata in vigore della Costituzione). La legge del 1912 non consentiva la trasmissione per via materna; la discriminazione è stata superata dalle sentenze della Corte costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983 e, per le situazioni anteriori al 1948, dalle Sezioni Unite della Cassazione (n. 4466/2009), ma il riconoscimento richiede un ricorso al giudice. Per chi risiede all'estero la causa si propone, per i procedimenti avviati dal 22 giugno 2022, davanti alla sezione specializzata del tribunale del comune di nascita del padre, della madre o dell'avo italiani (art. 4, comma 5, D.L. 13/2017, modificato dalla L. 206/2021), non più a Roma; le cause promosse dopo il 27 marzo 2025 sono soggette ai limiti dell'art. 3-bis.

Cittadinanza per residenza e per matrimonio

Il cittadino americano non discendente da italiani può conseguire la cittadinanza per residenza (10 anni di residenza legale, ridotti a 4 per cittadini UE) o per matrimonio con cittadino italiano (2 anni di matrimonio se residente in Italia, 3 se residente all'estero, ridotti della metà in presenza di figli). Il procedimento è gestito dal Ministero dell'Interno; il termine di legge per concluderlo è di 24 mesi, prorogabili fino a 36 (art. 9-ter L. 91/1992).

Fonti

Federal Register: CBP, avvisi del 28 agosto 2025 (tariffa ESTA a 40 dollari dal 30 settembre 2025) e del 19 novembre 2025 (40,27 dollari dal 1° gennaio 2026), avviso del 10 dicembre 2025 sul modulo ESTA; Dipartimento di Stato, regola definitiva sul visa bond (in vigore dal 3 agosto 2026) e regola dell'11 marzo 2026 sulla Diversity Lottery; DHS, regola del 29 dicembre 2025 sulla selezione ponderata H-1B e proposta del 25 agosto 2026; Proclamation 10973 del 19 settembre 2025 e 11069 del 18 settembre 2026. DHS, pagina «Visa Waiver Program» (adesione dell'Italia). 8 U.S.C. §§ 1151(e), 1153(b)(5)(C) e (c), 1187(a)(12); 8 CFR § 214.2(b), (e), (l), (o); 9 FAM 402.9 (CT:VISA-2190 del 17 febbraio 2026). Afroyim v. Rusk, 387 U.S. 253 (1967); Vance v. Terrazas, 444 U.S. 252 (1980). Normattiva, testi vigenti: L. 91/1992, artt. 3-bis, 5, 9, 9-ter e 11; art. 4 D.L. 13/2017; artt. 5, 26-bis e 27 D.Lgs. 286/1998; art. 2 TUIR. Corte cost. n. 30 del 1983 e n. 63 del 2026; Cass. SS.UU. n. 24045 del 2026. Verificati il 27 settembre 2026.