Immigrazione · Visti per investitori

Il visto E-2 per imprenditori e investitori italiani

Chi può chiederlo, che cosa significa investimento «sostanziale», quali imprese sono ammesse, quanto dura lo status, che cosa possono fare i familiari e dove si presenta la domanda in Italia.

Verificato il 27 settembre 2026 · Fonti

Il visto E-2 è la strada con cui un cittadino italiano che investe in un'impresa negli Stati Uniti può trasferirsi per guidarla. Non è una green card: è un visto per non immigranti, legato all'impresa e rinnovabile finché l'impresa e l'investitore continuano a soddisfare i requisiti. È disponibile solo per i cittadini dei Paesi con cui gli Stati Uniti hanno un trattato di commercio e navigazione, e l'Italia è tra questi: secondo l'elenco del Dipartimento di Stato, i cittadini italiani hanno accesso ai visti E-1 ed E-2 dal 26 luglio 1949.

Che cos'è il visto E-2

La legge americana riconosce lo status di treaty investor al cittadino di un Paese firmatario di un trattato di commercio e navigazione che entra negli Stati Uniti soltanto per sviluppare e dirigere un'impresa in cui ha investito, o sta attivamente investendo, un ammontare sostanziale di capitale (Immigration and Nationality Act, sezione 101(a)(15)(E)(ii); 8 CFR 214.2(e)). Lo stesso visto spetta, a certe condizioni, ai dipendenti dell'investitore o dell'impresa che hanno la sua stessa nazionalità e che vanno a lavorare come dirigenti, supervisori o con competenze essenziali per l'attività.

Il visto E-1, collegato allo stesso trattato, è pensato invece per chi svolge un commercio sostanziale di beni, servizi o tecnologia principalmente tra gli Stati Uniti e l'Italia.

I requisiti

Le istruzioni del Dipartimento di Stato ai consolati (9 FAM 402.9) e la pagina dell'USCIS sul visto E-2 individuano gli stessi elementi:

  • Nazionalità italiana L'investitore deve avere la cittadinanza del Paese del trattato. Se l'investitore è una società, conta la nazionalità di chi la possiede, non il Paese in cui è costituita: persone con la nazionalità del trattato devono possederne almeno il 50%.
  • Un vero investimento Il capitale deve essere messo a rischio in senso commerciale, con l'obiettivo di un rendimento: se i fondi non possono andare perduti in tutto o in parte, non si tratta di un investimento. L'investitore deve dimostrare di possedere e controllare i fondi e la loro provenienza lecita; ereditare un'impresa, da solo, non è un investimento.
  • Un investimento sostanziale Nessuna cifra minima fissa rende «sostanziale» un investimento. Il criterio è la proporzione: il capitale deve essere adeguato rispetto al costo dell'impresa, sufficiente a garantire l'impegno dell'investitore e tale da rendere probabile il successo dell'attività.
  • Un'impresa reale e operativa Deve trattarsi di un'attività commerciale effettiva che produce beni o servizi a scopo di lucro, non di un investimento passivo o speculativo.
  • Non marginale L'impresa deve avere la capacità, presente o futura, di produrre più del minimo necessario a mantenere l'investitore e la sua famiglia, oppure di dare un contributo economico significativo; per un'impresa nuova, secondo l'USCIS, questa capacità deve realizzarsi di norma entro cinque anni.
  • Sviluppare e dirigere L'investitore deve controllare l'impresa: di regola possedendone almeno il 50%, oppure avendone il controllo operativo attraverso una posizione di gestione o un altro strumento societario. Occupare soltanto una carica manageriale senza controllo non basta.

Nessun importo minimo per legge

Le cifre che circolano come «soglia» dell'E-2 non vengono dalla legge: il Dipartimento di Stato scrive espressamente che nessuna cifra fissa costituisce un minimo. Un'attività che richiede poco capitale può qualificarsi con un investimento contenuto, se proporzionato; un'attività costosa può non qualificarsi anche con un investimento elevato, se questo è una quota piccola del suo costo.

Dove si presenta la domanda in Italia

Per chi vive in Italia i visti E si chiedono alla sezione visti dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, che secondo il sito della rappresentanza americana tratta i visti E per tutta l'Italia; i consolati di Milano, Firenze e Napoli non se ne occupano. Il consolato di Napoli tratta i visti per immigranti.

La durata di validità del visto, che è cosa diversa dalla durata del soggiorno autorizzato, dipende dalla tabella di reciprocità del Dipartimento di Stato per l'Italia. Chi è già negli Stati Uniti con un altro status può chiedere all'USCIS il cambio di status in E-2.

Quanto dura lo status

Secondo l'USCIS l'investitore e i dipendenti E-2 sono ammessi per un periodo iniziale massimo di due anni. Le proroghe si concedono per periodi fino a due anni ciascuna e il loro numero non ha limite, ma l'interessato deve mantenere l'intenzione di lasciare gli Stati Uniti quando lo status finisce. Chi viaggia all'estero può ottenere, se ritenuto ammissibile dall'agente della Customs and Border Protection, un nuovo periodo di due anni al rientro.

Lo status è legato all'attività: l'investitore o il dipendente può lavorare soltanto nell'attività per cui è stato approvato. Se l'impresa cambia in modo sostanziale, per esempio con una cessione, occorre verificare che i requisiti restino soddisfatti.

Coniuge e figli

L'investitore può essere accompagnato o raggiunto dal coniuge e dai figli non sposati di età inferiore a 21 anni, che non devono avere necessariamente la sua stessa cittadinanza. I familiari ottengono di regola lo stesso periodo di soggiorno.

Il coniuge del titolare E-2 è autorizzato a lavorare in forza del proprio status: dal 30 gennaio 2022 l'USCIS e la CBP rilasciano ai coniugi un modulo I-94 con il codice di ingresso E-2S, che vale come prova dell'autorizzazione al lavoro (fanno eccezione i coniugi degli investitori di lungo periodo nelle Isole Marianne Settentrionali).

Che cosa il visto E-2 non fa

  • Non porta alla green card È un visto per non immigranti: chi vuole la residenza permanente deve seguire un'altra strada.
  • Non serve ai doppi cittadini Chi ha anche la cittadinanza americana entra negli Stati Uniti come cittadino e non ha bisogno di un visto.
  • Non protegge dal fisco americano Chi si trasferisce e diventa residente fiscale negli Stati Uniti vi è tassato secondo le regole americane; i rapporti con l'Italia sono regolati dalla Convenzione contro le doppie imposizioni del 1999 e dalle regole sulla residenza fiscale.

La scelta della forma dell'impresa ha conseguenze anche fiscali: la pagina sulla LLC americana con socio italiano descrive le principali.

Domande frequenti

Quanto bisogna investire per il visto E-2?

La legge non fissa un minimo. Il Dipartimento di Stato valuta se l'investimento è sostanziale in proporzione al costo dell'impresa e se basta a dimostrare l'impegno dell'investitore e la probabilità di successo.

Dove si fa il colloquio per chi vive in Italia?

Alla sezione visti dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, che tratta i visti E per tutta l'Italia.

Il visto E-2 dà la green card?

No. È un visto per non immigranti, rinnovabile senza limiti di numero finché si mantengono i requisiti e l'intenzione di lasciare gli Stati Uniti alla fine dello status.

Mio marito o mia moglie può lavorare?

Sì: il coniuge del titolare E-2 è autorizzato a lavorare in forza dello status, e dal 30 gennaio 2022 il suo modulo I-94 porta il codice E-2S, valido come prova dell'autorizzazione.

Posso usare una società italiana per investire?

Sì, se la società è posseduta per almeno il 50% da persone di nazionalità italiana: conta la nazionalità dei soci, non il Paese di costituzione.

Fonti

Immigration and Nationality Act, sezione 101(a)(15)(E)(ii); 8 CFR 214.2(e); U.S. Department of State, Foreign Affairs Manual, 9 FAM 402.9 (aggiornamento CT:VISA-2190 del 17 febbraio 2026), compreso l'elenco dei Paesi del trattato (Italia: E-1 ed E-2 dal 26 luglio 1949); U.S. Citizenship and Immigration Services, pagina «E-2 Treaty Investors»; Ambasciata e consolati degli Stati Uniti in Italia, pagina sui visti (sezione visti E dell'Ambasciata a Roma per tutta l'Italia). Consultati il 27 settembre 2026.

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