Area di Pratica

Diritto di Famiglia Internazionale

Matrimoni misti, separazioni e divorzi transfrontalieri, sottrazione internazionale di minori e adozioni internazionali ai sensi della Convenzione dell'Aja.

Verificato il 27 settembre 2026 · Fonti

Il diritto di famiglia internazionale tra Italia e Stati Uniti è una materia in costante espansione: matrimoni binazionali, coppie con residenze in due Paesi, figli con doppia cittadinanza e adozioni internazionali rappresentano realtà sempre più diffuse. Comprendere come si coordinano i due ordinamenti è essenziale per tutelare diritti e affetti.

Matrimonio e unioni civili tra Italia e USA

Il matrimonio celebrato negli Stati Uniti è di norma valido anche in Italia: quanto alla forma basta che rispetti la legge del luogo di celebrazione (art. 28 L. 218/1995), mentre la capacità e le altre condizioni per sposarsi restano regolate dalla legge nazionale di ciascun coniuge (art. 27). Se uno degli sposi è italiano, l'atto va trascritto nei registri dello stato civile del comune italiano competente (per chi vive all'estero, di norma quello di iscrizione all'AIRE), al quale lo trasmette il consolato (art. 17 D.P.R. 396/2000). Il certificato di matrimonio statunitense (marriage certificate) deve essere apostillato ai sensi della Convenzione dell'Aja del 1961 e accompagnato da una traduzione in italiano certificata conforme dal consolato o da un traduttore ufficiale (art. 33 D.P.R. 445/2000).

Per i matrimoni same-sex, dopo la Legge 76/2016 (cd. Legge Cirinnà) sulle unioni civili il riconoscimento è parziale: l'art. 32-bis L. 218/1995 stabilisce che il matrimonio contratto all'estero da un cittadino italiano con una persona dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell'unione civile regolata dalla legge italiana. Il matrimonio same-sex celebrato negli Stati Uniti da un italiano vale quindi, in Italia, come unione civile.

Sul versante statunitense, il matrimonio italiano è riconosciuto in tutti i 50 Stati ed è considerato pienamente valido, purché celebrato secondo le forme previste dalla legge italiana. Tra gli Stati federati, inoltre, il Respect for Marriage Act del 2022 vieta di negare il riconoscimento (full faith and credit) al matrimonio celebrato in un altro Stato in base al sesso, alla razza, all'etnia o all'origine nazionale dei coniugi (28 U.S.C. § 1738C).

Convenzioni matrimoniali e regime patrimoniale

Il regime patrimoniale tra coniugi è una delle aree più delicate. In Italia opera il regime di comunione legale dei beni (artt. 159 e 177 ss. c.c.), salvo diversa convenzione, come la separazione dei beni. Negli Stati Uniti, nove Stati (California, Texas, Arizona, Idaho, Louisiana, Nevada, New Mexico, Washington, Wisconsin) seguono il community property regime simile alla comunione, mentre gli altri Stati seguono il sistema separatista di common law property. La scelta della legge applicabile va effettuata con attenzione, anche tramite prenuptial agreements riconoscibili in entrambi i Paesi.

Separazione e divorzio internazionale

In presenza di un elemento di internazionalità — coniugi di diversa cittadinanza, residenza in Stati diversi, beni in più Paesi — è necessario individuare anzitutto la giurisdizione competente e la legge applicabile. Per i coniugi residenti in Italia, anche se uno è cittadino americano, il giudice italiano è di norma competente ai sensi del Regolamento UE 2019/1111 (Bruxelles II ter, art. 3, applicabile alle domande proposte dal 1° agosto 2022) e delle norme della L. 218/1995. Nei procedimenti avviati dopo il 28 febbraio 2023 separazione e divorzio seguono il rito unificato in materia di persone, minorenni e famiglie introdotto dalla riforma Cartabia (artt. 473-bis e seguenti c.p.c., d.lgs. 149/2022), che consente di proporre la domanda di divorzio già nell'atto introduttivo della separazione: la domanda diventa procedibile dopo il passaggio in giudicato della separazione e il decorso del termine di legge (art. 473-bis.49 c.p.c.).

Negli Stati Uniti, la giurisdizione sul divorzio è materia statale: i requisiti di residenza variano da Stato a Stato (in Nevada, ad esempio, bastano sei settimane: NRS 125.020; altri Stati richiedono periodi più lunghi). La scelta dello Stato in cui radicare la causa può avere effetti significativi sulla disciplina applicabile a mantenimento, alimony, equitable distribution e affidamento dei minori.

Riconoscimento delle sentenze di divorzio

Una sentenza di divorzio statunitense può essere riconosciuta in Italia ai sensi degli articoli 64 e seguenti della L. 218/1995, e trascritta nei registri dello stato civile (art. 63, comma 2, lett. g, D.P.R. 396/2000). Non serve un procedimento di delibazione: solo in caso di contestazione o di mancata ottemperanza chi vi ha interesse può chiedere al giudice ordinario di accertare i requisiti del riconoscimento (art. 67 L. 218/1995). Viceversa, il divorzio italiano è generalmente riconoscibile negli Stati Uniti sotto il principio della comity of nations.

Attenzione alle sentenze contumaciali

Le sentenze di divorzio pronunciate in contumacia di una delle parti possono incontrare ostacoli al riconoscimento. È fondamentale che la notifica all'estero sia stata effettuata nel rispetto della Convenzione dell'Aja del 1965 sulla notificazione di atti giudiziari, perché l'art. 64 L. 218/1995 richiede che l'atto introduttivo sia stato portato a conoscenza del convenuto secondo la legge del luogo del processo, senza violazione dei diritti essenziali della difesa, e che la contumacia sia stata dichiarata in conformità a quella legge (lett. b e c): in mancanza, il riconoscimento può essere negato.

Affidamento dei minori e responsabilità genitoriale

Le questioni relative ai minori — affidamento, collocamento, diritto di visita, mantenimento — sono disciplinate, sul piano internazionale, da diverse Convenzioni: la Convenzione dell'Aja del 1996 sulla protezione dei minori (ratificata dall'Italia nel 2015 e in vigore dal 1° gennaio 2016; gli Stati Uniti l'hanno firmata nel 2010 ma non ratificata) e la Convenzione dell'Aja del 1980 sulla sottrazione internazionale di minori (cui aderiscono entrambi i Paesi).

Le sentenze americane in materia di custody possono essere riconosciute in Italia alle condizioni degli artt. 64-66 L. 218/1995, senza riesame del merito ma nel rispetto dell'ordine pubblico e dei diritti essenziali della difesa; l'interesse del minore resta il criterio guida in entrambi gli ordinamenti (best interests of the child). Sul piano statunitense, il Uniform Child Custody Jurisdiction and Enforcement Act (UCCJEA) regola la competenza in materia di affidamento e il riconoscimento di provvedimenti di altri Stati, anche stranieri.

La sottrazione internazionale di minori

La Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori è lo strumento principale per fronteggiare i casi in cui un genitore trasferisca un minore in un altro Paese senza il consenso dell'altro genitore o in violazione di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Italia e Stati Uniti sono entrambi Stati contraenti della Convenzione.

Procedura di rientro

Il genitore lasciato (left-behind parent) può presentare istanza all'Autorità Centrale del proprio Paese (in Italia, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia) chiedendo il rientro immediato del minore. La Convenzione impone di procedere d'urgenza: se la decisione non arriva entro sei settimane dall'avvio del procedimento si possono chiedere le ragioni del ritardo (art. 11); in Italia il Tribunale per i minorenni decide con decreto entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta (art. 7 L. 64/1994).

  • Trasferimento illecito Si configura quando il minore viene portato in un altro Stato in violazione di un diritto di custodia attribuito per legge, per decisione o per accordo secondo l'ordinamento dello Stato di residenza abituale ed effettivamente esercitato (art. 3).
  • Residenza abituale Concetto centrale della Convenzione, è oggetto di abbondante giurisprudenza. La SCOTUS in Monasky v. Taglieri (2020) ha precisato che si tratta di una valutazione fattuale globale, senza un criterio rigido.
  • Eccezioni al rientro Art. 13: il rientro può essere rifiutato se il genitore richiedente non esercitava effettivamente la custodia, se aveva consentito al trasferimento, se vi è grave rischio per il minore, o se il minore (di età e maturità adeguata) si oppone al rientro.
  • Termine annuale Se il procedimento inizia dopo più di un anno dalla sottrazione, il rientro può essere rifiutato quando il minore si è integrato nel nuovo ambiente (art. 12).

Adozioni internazionali Italia-USA

Le adozioni internazionali tra Italia e Stati Uniti sono regolate dalla Convenzione dell'Aja del 29 maggio 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, ratificata dall'Italia con L. 476/1998 (in vigore dal 1° maggio 2000) e dagli Stati Uniti nel 2007 (in vigore dal 1° aprile 2008). Sul piano interno, in Italia opera la L. 184/1983 come riformata dalla L. 149/2001.

Adozione di minore statunitense da parte di coppie italiane

La coppia italiana che intende adottare un minore residente negli Stati Uniti deve seguire un percorso strutturato:

  1. Dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i Minorenni e ottenimento del decreto di idoneità all'adozione internazionale
  2. Conferimento dell'incarico a un Ente autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI)
  3. Abbinamento con un minore americano tramite l'Ente
  4. Procedura di adozione presso la Corte statunitense competente
  5. Autorizzazione all'ingresso del minore in Italia da parte della CAI
  6. Trascrizione del provvedimento di adozione nei registri italiani di stato civile

Adozione di minore italiano da parte di coppie statunitensi

I requisiti per l'adozione di un minore italiano da parte di residenti negli Stati Uniti sono particolarmente stringenti. Vale il principio di sussidiarietà: l'adozione internazionale è possibile solo dopo che le autorità dello Stato d'origine hanno vagliato le possibilità di collocare il minore nel proprio Paese e l'hanno ritenuta rispondente al suo superiore interesse (art. 4, lett. b, della Convenzione). Le autorità centrali sono la CAI per l'Italia e il Department of State per gli Stati Uniti (42 U.S.C. § 14911); l'USCIS cura la parte migratoria.

Negli Stati Uniti, il minore adottato deve ottenere il visto IH-3 o IH-4 (per Paesi Aja Convention, qual è l'Italia) per ingresso permanente. La cittadinanza statunitense viene poi acquisita automaticamente in base al Child Citizenship Act del 2000, quando ricorrono le condizioni della Section 320 INA (8 U.S.C. § 1431): almeno un genitore cittadino, età inferiore a 18 anni, residenza negli Stati Uniti come residente permanente sotto la custodia del genitore cittadino e adozione conforme ai requisiti di legge.

Mantenimento del coniuge e dei figli (alimony e child support)

L'esecuzione di obblighi alimentari transfrontalieri tra Italia e Stati Uniti si avvale della Convenzione dell'Aja del 23 novembre 2007 sull'obbligazione alimentare. L'Italia vi è vincolata dal 1° agosto 2014 per effetto dell'approvazione da parte dell'Unione europea; per gli Stati Uniti è in vigore dal 1° gennaio 2017. Tra gli Stati membri dell'UE si applica invece il Regolamento (CE) 4/2009.

Il child support americano e l'assegno di mantenimento italiano hanno funzioni analoghe ma quantificazioni differenti. Negli USA ogni Stato deve adottare proprie child support guidelines, da rivedere almeno ogni quattro anni, il cui risultato si presume corretto salvo motivazione contraria del giudice (42 U.S.C. § 667). In Italia ciascun genitore contribuisce in proporzione al proprio reddito e l'eventuale assegno è fissato dal giudice considerando le esigenze del figlio, il tenore di vita goduto durante la convivenza, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse di entrambi e la valenza economica dei compiti domestici e di cura (art. 337-ter c.c.).

Cittadinanza dei figli di coppie binazionali

I figli nati negli Stati Uniti hanno la cittadinanza statunitense per ius soli; chi nasce all'estero da un genitore statunitense la riceve alle condizioni della Section 301 dell'Immigration and Nationality Act. La cittadinanza italiana si trasmette per ius sanguinis (art. 1 L. 91/1992), ma dal 2025 chi nasce all'estero e ha un'altra cittadinanza la acquista solo se ricorre una delle condizioni dell'art. 3-bis L. 91/1992: in sostanza, che un genitore o un nonno abbia, o avesse al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana, oppure che un genitore abbia risieduto in Italia per almeno due anni continuativi dopo aver acquistato la cittadinanza e prima della nascita. In mancanza, se il genitore è cittadino per nascita, il figlio può diventare italiano con una dichiarazione dei genitori presentata entro tre anni dalla nascita, oppure seguita da due anni di residenza legale continuativa in Italia (art. 4, comma 1-bis). La doppia cittadinanza è ammessa da entrambi gli ordinamenti (per l'Italia, art. 11 L. 91/1992).

Se il figlio nato all'estero è cittadino italiano, l'atto di nascita va trascritto nei registri dello stato civile del comune competente, al quale lo trasmette il consolato (art. 17 D.P.R. 396/2000). La pratica può richiedere mesi e l'apostille e traduzione in italiano del birth certificate americano. Nelle situazioni più articolate è utile farsi assistere da un avvocato internazionale con esperienza in casi binazionali italo-americani.

Fonti

L. 31 maggio 1995, n. 218, artt. 27, 28, 32-bis, 64, 65, 66 e 67; codice civile, artt. 159, 177 e 337-ter; codice di procedura civile, artt. 473-bis.29 e 473-bis.49, e d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, art. 35 (efficacia dal 28 febbraio 2023); D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, artt. 17 e 63; D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, art. 33; L. 15 gennaio 1994, n. 64, art. 7; L. 5 febbraio 1992, n. 91, artt. 1, 3-bis, 4 e 11 (testi vigenti su Normattiva); Regolamento (UE) 2019/1111, artt. 3, 100 e 105 (EUR-Lex); Convenzioni dell'Aja del 25 ottobre 1980 (artt. 3, 11 e 12), del 29 maggio 1993 (art. 4), del 19 ottobre 1996 e del 23 novembre 2007: testi e tabelle delle ratifiche su hcch.net, con le autorità centrali designate (CAI; U.S. Department of State); 28 U.S.C. § 1738C (Respect for Marriage Act, Pub. L. 117-228 del 13 dicembre 2022); 8 U.S.C. § 1431; 42 U.S.C. §§ 667 e 14911 (U.S. Code, ed. 2024, govinfo.gov); Nevada Revised Statutes § 125.020; IRS, Publication 555 (rev. dicembre 2024), elenco dei community property states. Verificato il 27 settembre 2026.