Penale & Estradizione · Cooperazione di polizia

La red notice dell'Interpol: che cos'è, che effetti ha e come si contesta

Le condizioni per pubblicarla, il controllo del Segretariato generale, l'arresto provvisorio in Italia e il ricorso alla Commissione di controllo dei file dell'Interpol, con il portale obbligatorio dal 26 marzo 2026.

Verificato il 27 settembre 2026 · Fonti

La red notice è lo strumento più noto dell'Interpol e anche il più frainteso. Non è un mandato d'arresto internazionale, non è emessa da un giudice dell'Interpol e non obbliga nessuno Stato ad arrestare la persona indicata. È una richiesta alle polizie di tutto il mondo di localizzare una persona e di arrestarla in via provvisoria in vista dell'estradizione o della consegna, basata su un mandato d'arresto o su una decisione giudiziaria dello Stato che la chiede. Chi ne è oggetto può incontrare conseguenze molto concrete, fino all'arresto provvisorio nel Paese in cui si trova, e ha strumenti per contestarla, sia davanti ai giudici del Paese in cui si trova sia davanti a un organo interno all'Interpol.

Che cos'è una red notice

Secondo la stessa Interpol, la red notice è una richiesta alle forze dell'ordine di tutto il mondo di localizzare e arrestare provvisoriamente una persona in attesa di estradizione, consegna o analoga procedura. Contiene i dati per identificare la persona (nome, data di nascita, nazionalità, fotografie e impronte, se disponibili) e le informazioni sul reato. Le persone indicate non sono ricercate dall'Interpol ma da uno Stato o da un tribunale internazionale; per chi è ricercato per essere processato vale la presunzione di innocenza.

Non è un mandato d'arresto

L'Interpol non può obbligare le autorità di un Paese ad arrestare la persona oggetto di una red notice: ogni Stato membro decide quale valore giuridico attribuirle e quali poteri di arresto abbiano i propri funzionari.

Le condizioni per pubblicarla: l'articolo 83

Le regole stanno nel regolamento dell'Interpol sul trattamento dei dati (Rules on the Processing of Data). L'articolo 83 richiede che siano soddisfatti, insieme, tre criteri:

  • Reato grave di diritto comune La red notice non può essere pubblicata per reati che in vari Paesi sollevano questioni legate a norme comportamentali o culturali, per reati relativi a questioni familiari o private, né per violazioni di natura amministrativa o derivanti da controversie private, salvo che l'attività sia finalizzata a un reato grave o legata alla criminalità organizzata.
  • Soglia di pena Se la persona è ricercata per essere processata, il reato deve essere punito con una pena detentiva massima di almeno due anni; se è ricercata per scontare una pena, la condanna deve essere di almeno sei mesi, oppure devono restare almeno sei mesi da scontare.
  • Interesse per la cooperazione La richiesta deve essere di interesse per la cooperazione internazionale di polizia.

Il Segretariato generale può pubblicare comunque una red notice che non soddisfa i primi due criteri, se dopo aver consultato l'ufficio richiedente la ritiene di particolare importanza per la cooperazione internazionale. La richiesta deve inoltre contenere dati sufficienti: per l'identità, combinazioni minime di dati anagrafici e identificativi; sul piano giudiziario, almeno un riassunto dei fatti, i capi d'accusa, le norme violate, la pena massima o quella inflitta o residua e il riferimento a un mandato d'arresto valido o a una decisione giudiziaria con lo stesso effetto.

L'ufficio che chiede la pubblicazione deve anche garantire che l'autorità che ha emesso il mandato abbia i poteri necessari e che la richiesta sia stata coordinata con le autorità competenti per l'estradizione, con l'assicurazione che l'estradizione sarà chiesta dopo l'arresto (art. 84).

Il controllo prima della pubblicazione

Il Segretariato generale esamina ogni red notice prima di pubblicarla, per verificarne la conformità alla Costituzione e alle regole dell'Interpol, in particolare agli articoli 2 e 3 della Costituzione (art. 86): il rispetto dei diritti umani fondamentali e la neutralità, che esclude interventi di carattere politico, militare, religioso o razziale. Se ne occupa una task force specializzata, composta da giuristi, funzionari di polizia e specialisti operativi, che considera tutte le informazioni disponibili, comprese quelle di altri Stati membri e di fonti aperte. Una notizia o una diffusione che non risulta più conforme viene cancellata, e gli Stati membri sono invitati a rimuovere i dati dalle proprie banche dati.

Che cosa succede se la persona viene trovata in Italia

Quando la persona è localizzata, lo Stato in cui si trova informa l'ufficio richiedente e adotta le misure consentite dalla propria legge e dai trattati applicabili, come l'arresto provvisorio o la sorveglianza dei movimenti (art. 87 del regolamento). In Italia il quadro è quello dell'estradizione passiva del codice di procedura penale:

  • Misura cautelare provvisoria (art. 715 c.p.p.) Su domanda dello Stato estero e a richiesta motivata del Ministro della giustizia, la corte d'appello può disporre in via provvisoria una misura coercitiva prima che arrivi la domanda di estradizione, se lo Stato estero ha dichiarato che esiste un provvedimento restrittivo o una condanna e che intende chiedere l'estradizione, ha descritto i fatti e le pene e ha fornito gli elementi per identificare la persona, e se c'è pericolo di fuga.
  • Arresto della polizia giudiziaria (art. 716 c.p.p.) Nei casi urgenti la polizia può arrestare la persona nei cui confronti sia stata presentata domanda di arresto provvisorio, se ricorrono le stesse condizioni. L'arrestato è messo a disposizione del presidente della corte d'appello entro quarantotto ore, e il presidente convalida l'arresto entro le quarantotto ore successive, se non deve disporre la liberazione.
  • I termini La misura è revocata se il Ministro non ne chiede il mantenimento entro dieci giorni dalla convalida, e comunque se entro quaranta giorni dalla comunicazione allo Stato estero non arrivano la domanda di estradizione e i documenti richiesti (artt. 715 e 716 c.p.p.).
  • L'audizione (art. 717 c.p.p.) Entro cinque giorni il presidente della corte d'appello identifica e interroga la persona, alla presenza necessaria del difensore, e raccoglie l'eventuale consenso all'estradizione.

Se lo Stato richiedente sono gli Stati Uniti, il procedimento prosegue secondo il Trattato di estradizione del 1983; se la persona è un cittadino italiano, valgono i limiti descritti nella pagina sull'estradizione del cittadino italiano.

Come si contesta: la Commissione di controllo dei file dell'Interpol

La Commissione di controllo dei file dell'Interpol (CCF) è un organo indipendente e imparziale che verifica che il trattamento dei dati personali da parte dell'Interpol rispetti le regole dell'organizzazione. Ha tre funzioni: di vigilanza, consultiva e decisoria sulle richieste individuali di accesso, rettifica o cancellazione dei dati. Chiunque ha diritto di chiedere l'accesso ai dati che lo riguardano; le richieste sono gratuite e trattate in modo riservato, e sono il modo per sapere se esiste una red notice a proprio nome.

Dalle ore 10 (ora dell'Europa centrale) del 26 marzo 2026 tutte le richieste alla CCF devono passare dal nuovo portale online dedicato: le richieste inviate per email o per posta non sono più accettate, salvo circostanze eccezionali riconosciute dalla Commissione. Dal portale si presentano le domande di accesso, rettifica e cancellazione e le istanze di revisione di una decisione, si segue lo stato della pratica e si consultano le decisioni. La procedura è scritta: la Commissione decide sulla base degli atti e dei documenti e non tiene udienze orali, se non in casi eccezionali.

Che cosa la CCF non fa

La CCF non sostituisce i giudici dell'estradizione: verifica soltanto che la richiesta di cooperazione attraverso i canali dell'Interpol rispetti le regole dell'organizzazione, e non dà pareri sull'esito dei procedimenti di estradizione. Non esamina una richiesta che ripete una già decisa senza fatti nuovi (art. 42 dello Statuto della CCF).

Gli argomenti più ricorrenti in queste istanze nascono direttamente dalle regole viste sopra: la natura politica o comunque non di diritto comune del procedimento, il mancato rispetto delle soglie di pena, l'assenza di un valido mandato d'arresto, la violazione dei diritti fondamentali. Parallelamente, restano aperte le difese nel procedimento di estradizione davanti ai giudici del Paese in cui la persona si trova.

Domande frequenti

Una red notice equivale a un mandato d'arresto internazionale?

No. È una richiesta di localizzare e arrestare provvisoriamente una persona in vista dell'estradizione, basata su un provvedimento dello Stato richiedente. Ogni Paese decide che valore attribuirle secondo la propria legge.

Per quali reati non può essere pubblicata?

Per i reati che non sono gravi reati di diritto comune: quelli legati a norme comportamentali o culturali controverse, le questioni familiari o private e le violazioni amministrative o nate da controversie private, salvo collegamenti con reati gravi o con la criminalità organizzata. Sono esclusi anche i casi di carattere politico, militare, religioso o razziale.

Come faccio a sapere se esiste una red notice a mio nome?

Con una richiesta di accesso alla Commissione di controllo dei file dell'Interpol. La richiesta è gratuita e riservata e, dal 26 marzo 2026, si presenta solo attraverso il portale online della Commissione.

In Italia la polizia può arrestarmi sulla base di una red notice?

La polizia giudiziaria può arrestare, nei casi urgenti, la persona per cui sia stata presentata domanda di arresto provvisorio, alle condizioni dell'art. 715 c.p.p.; l'arresto deve essere convalidato dal presidente della corte d'appello e la misura cade se non seguono nei termini la richiesta del Ministro e la domanda di estradizione.

Una decisione della CCF blocca l'estradizione?

No. La CCF decide sul trattamento dei dati nei sistemi dell'Interpol, non sull'estradizione, che resta affidata ai giudici e alle autorità degli Stati coinvolti.

Fonti

INTERPOL, Rules on the Processing of Data, artt. 82-87 (testo ufficiale); INTERPOL, pagina «Red Notices»; Commissione di controllo dei file dell'Interpol, pagine «How to submit a request» (portale obbligatorio dal 26 marzo 2026) e «Frequently Asked Questions»; Costituzione dell'Interpol, artt. 2 e 3 (testo ufficiale pubblicato dall'organizzazione); codice di procedura penale, artt. 715, 716 e 717 (testi vigenti su Normattiva).

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