Verificato il 27 settembre 2026 · Fonti
Tra Italia e Stati Uniti non esiste un trattato bilaterale sul riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze civili. Negli USA non esiste nemmeno una legge federale uniforme sulla materia. La sentenza italiana, per produrre effetti oltre Atlantico, deve passare per i statute statali ispirati all'UFCMJRA o, dove tali leggi non esistono, per la dottrina della comity di matrice Hilton v. Guyot. Questa guida illustra il quadro, Stato per Stato, dei rimedi disponibili al creditore italiano.
Perché gli Stati Uniti non hanno una legge federale uniforme
Il riconoscimento delle sentenze straniere è storicamente considerato negli USA materia di competenza statale, non federale. La Costituzione conferisce al Congresso il potere di regolare il commercio con le nazioni straniere (art. I, sez. 8) e al Presidente, con il consenso del Senato, quello di concludere trattati (art. II, sez. 2), ma non si è mai consolidato un intervento federale generalista sul riconoscimento delle foreign judgments. Il Congresso non ha approvato una legge generale in materia; l'unica eccezione riguarda le sentenze straniere per diffamazione, che dal 2010 una legge federale, lo SPEECH Act (28 U.S.C. § 4102), sottopone a controlli ulteriori sulla libertà di parola e di stampa e sulla giurisdizione.
Il risultato è un mosaico. La gran parte degli Stati ha adottato uno degli Uniform Acts predisposti dalla Uniform Law Commission. Altri Stati non li hanno adottati e operano sul terreno della common law, con riferimento alla pronuncia storica Hilton v. Guyot, 159 U.S. 113 (1895), che ha enunciato la dottrina della comity tra Nazioni.
UFMJRA 1962 e UFCMJRA 2005: i due Uniform Acts
Nel 1962 la Uniform Law Commission ha approvato lo Uniform Foreign Money-Judgments Recognition Act (UFMJRA), recepito da oltre trenta Stati. Nel 2005 una versione aggiornata, lo Uniform Foreign-Country Money Judgments Recognition Act (UFCMJRA), ha modernizzato il testo, chiarito alcune ambiguità e introdotto nuove difese del debitore. Secondo la Uniform Law Commission, nel 2020 il testo del 2005 era in vigore in venticinque Stati e nel District of Columbia; nel 2021 vi si è allineato New York (CPLR art. 53). Altri Stati, come Florida, Massachusetts e Ohio, applicano ancora leggi basate sul testo del 1962.
Entrambi i testi hanno un ambito ristretto:
- si applicano solo alle money judgments: sentenze straniere che condannano al pagamento di una somma determinata di denaro;
- la sentenza deve essere final, conclusive and enforceable nello Stato d'origine;
- sono escluse le sentenze in materia tributaria, di sanzioni amministrative o penali, nonché le decisioni in materia matrimoniale e di rapporti familiari (divorzio, mantenimento, affidamento), regolate da altre uniform acts specifiche o dal diritto statale.
Le sentenze italiane di condanna pecuniaria — tipico decreto ingiuntivo divenuto definitivo, sentenza di condanna del Tribunale o della Corte d'Appello in materia commerciale — rientrano dunque nell'ambito di applicazione tipico di entrambi gli statute.
Mandatory grounds: quando il giudice USA deve negare il riconoscimento
La sezione 4(b) dell'UFCMJRA elenca i motivi di mandatory non-recognition: ipotesi in cui la corte statunitense è obbligata a negare il riconoscimento, senza margine di discrezionalità.
- Mancanza di un sistema giurisdizionale imparziale nello Stato d'origine Se il sistema di giustizia dello Stato d'origine non offre tribunali imparziali o procedure compatibili con i requisiti del due process of law, la sentenza non è riconosciuta. Per l'Italia, Stato di diritto consolidato e parte della CEDU, questo motivo non opera in pratica.
- Difetto di personal jurisdiction La corte d'origine deve aver esercitato la giurisdizione personale nel rispetto degli standard di due process. La legge uniforme elenca i casi in cui il difetto di giurisdizione non può essere opposto: notifica personale al convenuto nel Paese d'origine; comparizione volontaria, se non per contestare la giurisdizione o proteggere beni sequestrati; accordo preventivo di sottoposizione a quel giudice; domicilio o, per le società, sede principale o costituzione nel Paese d'origine; ufficio d'affari nel Paese d'origine, per le liti nate dall'attività di quell'ufficio; guida di un veicolo o di un aereo nel Paese d'origine, per le liti nate da quella circolazione. L'elenco non è esaustivo.
- Difetto di subject matter jurisdiction La corte d'origine doveva avere competenza per materia. Si tratta di un controllo di solito formale, agevole per le sentenze italiane provenienti dai tribunali ordinari competenti per materia e valore.
Tali motivi sono mandatory: il judgment debtor che li dimostri ottiene il rigetto del petition for recognition.
Discretionary grounds: le difese disponibili al debitore
La sezione 4(c) dell'UFCMJRA elenca le ipotesi di discretionary non-recognition: il giudice statunitense può, ma non deve, negare il riconoscimento se ricorrono. La discrezionalità concede al debitore margini di difesa, ma comporta anche imprevedibilità per il creditore.
| Motivo | Sostanza della difesa |
|---|---|
| Lack of notice in time | Il convenuto non ha ricevuto notizia del processo in tempo utile a difendersi |
| Fraud extrinsic | La sentenza è stata ottenuta con una frode che ha privato il soccombente di un'adeguata possibilità di difendersi |
| Public policy | La sentenza, o la pretesa su cui si fonda, è contraria all'ordine pubblico dello Stato richiesto o degli Stati Uniti |
| Conflict with other judgment | La sentenza è in conflitto con un'altra sentenza definitiva (final and conclusive judgment) |
| Contrary forum-selection clause | Il procedimento d'origine ha violato un accordo tra le parti che affidava la lite a un altro giudice o ad arbitri |
| Forum non conveniens del foro d'origine | Solo quando la giurisdizione si fondava esclusivamente sulla notifica personale nel Paese d'origine: quel foro era gravemente inadatto (seriously inconvenient) alla trattazione della causa |
| Substantial doubt about integrity | Vi sono dubbi sostanziali sull'integrità della corte d'origine in quel caso specifico |
| Lack of due process in proceeding | Il procedimento specifico non è stato compatibile con i fondamentali principi del due process |
Per il creditore italiano, le contestazioni più prevedibili riguardano la public policy (in materie particolari come tassi di interesse non previsti dal diritto USA, danno non patrimoniale calcolato in modo atipico) e il lack of due process in caso di decreti ingiuntivi non opposti. Il motivo obbligatorio del sistema giudiziario privo di garanzie, invece, non è un'obiezione realistica per le sentenze italiane. I singoli Stati possono anche cambiare il peso dei motivi discrezionali: in California e in North Carolina portano di regola al rigetto, salvo che il creditore dimostri una buona ragione per riconoscere comunque la sentenza o che il riconoscimento sia comunque ragionevole (Cal. Code Civ. Proc. § 1716(c); N.C. Gen. Stat. § 1C-1853(c)); in Massachusetts tutti i motivi sono obbligatori (G.L. c. 235 § 23A).
Reciprocity: la divisione tra Stati
Il testo uniforme del 2005 non include tra i motivi di diniego il lack of reciprocity, cioè l'assenza, nello Stato d'origine, di un trattamento corrispondente per le sentenze provenienti dallo Stato USA; alcuni Stati, però, l'hanno inserito o mantenuto nelle proprie leggi. La distinzione è di rilievo per le sentenze italiane, dato che l'ordinamento italiano riconosce le sentenze straniere ai sensi della L. 218/1995, senza richiedere reciprocità.
Stati senza requisito di reciprocità
- New York (CPLR 5304)
- California (Code Civ. Proc. § 1716)
- Illinois (735 ILCS 5/12-664)
- Delaware (10 Del. C. § 4803)
- Washington (RCW 6.40A.030)
- Idaho (Idaho Code § 10-1404)
- North Carolina (N.C. Gen. Stat. § 1C-1853)
Stati con possibile rilievo della reciprocità
- Texas (motivo discrezionale, Civ. Prac. & Rem. Code § 36A.004(c)(9))
- Florida (motivo discrezionale, Fla. Stat. § 55.605(2)(g))
- Massachusetts (motivo obbligatorio, G.L. c. 235 § 23A)
- Ohio (riconoscimento discrezionale se lo Stato d'origine non ha una procedura di riconoscimento sostanzialmente simile, R.C. 2329.92(B))
Per le sentenze italiane il problema della reciprocità resta in genere superabile dimostrando la disciplina dell'art. 64 L. 218/1995, che apre il riconoscimento alle sentenze statunitensi ai medesimi presupposti. La verifica caso per caso resta tuttavia indispensabile, anche perché non tutti gli Stati hanno legislato in modo identico. Gli elenchi sono esemplificativi e riflettono i testi in vigore a settembre 2026.
Hilton v. Guyot e gli Stati senza statute uniforme
In assenza di uniform act, gli Stati operano sulla base della common law. Il caposaldo è Hilton v. Guyot, 159 U.S. 113 (1895), pronuncia della Corte Suprema USA che — pur trattando una sentenza francese — ha enunciato la dottrina della comity of nations: la disposizione a riconoscere le sentenze straniere fondata sull'opportunità di rapporti civili tra Stati, subordinata a un controllo su giurisdizione, regolarità del processo, assenza di frode e compatibilità con l'ordine pubblico.
Hilton conteneva anche un requisito di reciprocità che molte corti hanno successivamente respinto. New York, in particolare, ha rifiutato il principio di reciprocità già nel 1926 con Johnston v. Compagnie Générale Transatlantique, 242 N.Y. 381, secondo cui la comity non si fonda sulla reciprocità ma sulla persuasività della sentenza straniera; oggi applica l'art. 53 CPLR, allineato nel 2021 alla legge uniforme del 2005, senza tale requisito. Gli Stati che operano sotto la common law applicano dunque Hilton in versione modernizzata, con un'analisi caso per caso che richiama nei contenuti gli stessi standard dell'UFCMJRA.
Procedura: dove e come introdurre l'azione di riconoscimento
Il creditore italiano che intende far riconoscere una sentenza italiana introduce un'azione di riconoscimento davanti alla corte competente dello Stato in cui si trovano i beni del debitore o dove il debitore ha residenza o sede. La scelta del foro è strategica: incide sulla legge applicabile (statute uniforme o common law), sui tempi e sulla disponibilità di misure cautelari.
Le opzioni operative sono tre:
- State court: di norma la Superior Court, Circuit Court o District Court dello Stato — nomenclature variano. Procedura ordinaria di citazione, eventuale motion for summary judgment, sentenza dichiarativa di riconoscimento.
- Federal court in diversity jurisdiction: se il valore della causa supera i 75.000 dollari e le parti hanno cittadinanza/sede in Stati diversi (o uno è straniero), il creditore italiano può agire davanti alla U.S. District Court ai sensi di 28 U.S.C. § 1332. La corte federale applica la legge dello Stato in cui siede (Erie doctrine). I presupposti della giurisdizione federale vanno però provati con cura: nel 2023 il Settimo Circuito ha annullato una sentenza di riconoscimento perché dagli atti non risultavano con certezza i presupposti della diversity (Yancheng Shanda Yuanfeng Equity Investment Partnership v. Wan, 59 F.4th 262).
- Procedure semplificate: alcuni Stati prevedono procedimenti accelerati di registrazione della sentenza straniera (per esempio la Florida, dove la sentenza si registra presso il clerk e il debitore ha 30 giorni dalla notifica per opporsi: Fla. Stat. § 55.604), simulando il meccanismo previsto per le sentenze tra Stati USA dall'Uniform Enforcement of Foreign Judgments Act (UEFJA). Si tratta di eccezioni: la regola resta l'azione di riconoscimento ordinaria.
Una volta ottenuto il riconoscimento, la sentenza italiana è trasformata in domestic judgment dello Stato USA: può essere eseguita con tutti i rimedi disponibili (writ of execution, garnishment, lien su immobili). Per il successivo enforcement, si rinvia all'articolo su enforcement del decreto ingiuntivo italiano negli USA.
Documenti e formalità: cosa serve dall'Italia
Preparare il fascicolo: una checklist operativa
Le corti USA esaminano con rigore l'autenticità e la traduzione dei documenti italiani. Un fascicolo lacunoso non basta a sostenere una petition for recognition e può tradursi in un rigetto su base preliminare, prima ancora che si discuta delle difese sostanziali.
- copia autentica della sentenza italiana, rilasciata dalla cancelleria del tribunale o della Corte d'Appello, con attestazione di passaggio in giudicato;
- apostille ai sensi della Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, apposta dalla Procura della Repubblica;
- traduzione in inglese asseverata, eseguita da traduttore giurato e accompagnata dal certificate of accuracy;
- copia degli atti introduttivi del processo italiano e prova della loro notificazione al convenuto, in particolare se la sentenza è passata in giudicato in contumacia;
- eventuale dichiarazione di un esperto del diritto italiano (declaration of foreign law) sulla natura definitiva della sentenza e sui requisiti formali del nostro sistema;
- dossier sui rapporti contrattuali sottostanti, se rilevanti per ribattere a future difese di public policy.
Tempi, costi e prospettive di successo
Non esistono statistiche ufficiali sui tempi del riconoscimento, che dipendono dal foro, dal carico dei ruoli e dalle difese sollevate; se il debitore non si costituisce nel giudizio di riconoscimento, i tempi si abbreviano sensibilmente. Conta anche il termine per agire, che nelle leggi basate sul testo del 2005 è il minore tra il periodo di efficacia della sentenza nel Paese d'origine e quindici anni (Texas, Delaware, Illinois), dieci in California (Code Civ. Proc. § 1721) e venti a New York (CPLR 5303(d)).
I costi variano per Stato e per dimensione della controversia. Le voci principali includono:
- filing fees della corte (qualche centinaio di dollari);
- parcella del counsel of record statunitense, di norma a tariffa oraria;
- spese per la traduzione asseverata e per l'apostille;
- eventuale declaration di un esperto italiano;
- spese di service of process negli USA, se non si applica la procedura semplificata.
La prevedibilità del riconoscimento si abbassa quando: la sentenza italiana è un default judgment con notifica all'estero non perfetta; il debitore sostiene il lack of due process; vi sono questioni di public policy (interessi moratori eccessivi, sanzioni civili sproporzionate). Per le condanne risarcitorie con componenti molto elevate la prassi USA è in genere più aperta che quella italiana, dato che punitive damages sono parte dell'ordinamento interno. Per un confronto con la posizione italiana, si veda l'articolo sui punitive damages e l'ordine pubblico italiano.
Strategia: scegliere lo Stato giusto
Il creditore italiano ha spesso più opzioni di foro: il debitore può avere beni in più Stati, sedi secondarie, partecipazioni in società in altri Stati. La scelta del foro determina:
- la statute applicabile (UFCMJRA 2005, UFMJRA 1962, common law);
- la disponibilità di rimedi cautelari come l'attachment pre-judgment;
- la familiarità della corte con le sentenze straniere;
- il regime delle interest rates post-judgment;
- la possibilità di registrare la sentenza riconosciuta in altri Stati USA tramite il Full Faith and Credit Clause e l'UEFJA.
Una sentenza riconosciuta in uno Stato USA diventa sister-state judgment e gode della Full Faith and Credit Clause della Costituzione: può essere registrata negli altri Stati che hanno adottato l'UEFJA con una semplice procedura di registrazione. Questa è una leva strategica fondamentale per il creditore: una volta superata la barriera del primo riconoscimento, l'esecuzione su beni in altri Stati diventa molto più agile. Per il quadro generale dei rimedi processuali si veda anche l'articolo sull'arbitrato internazionale Italia-USA, che illustra una via parzialmente alternativa al riconoscimento delle sentenze giurisdizionali.
Domande frequenti
Esiste un trattato Italia-USA sul riconoscimento delle sentenze civili?
No. A differenza della materia arbitrale, regolata dalla Convenzione di New York del 1958, le sentenze civili giurisdizionali non beneficiano di un trattato bilaterale o multilaterale tra Italia e Stati Uniti. Si applicano l'art. 64 L. 218/1995 in Italia e, negli USA, la legislazione statale. La Convenzione dell'Aja del 2 luglio 2019 sul riconoscimento delle sentenze, in vigore per l'Unione europea dal 1° settembre 2023, non cambia il quadro: gli Stati Uniti l'hanno firmata il 2 marzo 2022 ma non ratificata.
Tutti gli Stati USA hanno adottato l'UFCMJRA 2005?
No. La maggior parte degli Stati ha adottato uno dei due Uniform Acts (1962 o 2005). Alcuni Stati operano ancora sotto la common law ex Hilton v. Guyot. La situazione è in continua evoluzione; verificare sempre la legge dello Stato di destinazione prima di pianificare l'azione.
La reciprocità è un problema per il creditore italiano?
In genere no, perché l'art. 64 L. 218/1995 riconosce le sentenze straniere, comprese quelle statunitensi, senza chiedere reciprocità, e questo si può dimostrare al giudice americano. New York, California, Illinois e Delaware non la richiedono; Texas e Florida la prevedono come motivo discrezionale di rifiuto, il Massachusetts come motivo obbligatorio.
Posso registrare una sentenza italiana come si registrano le sentenze di altri Stati USA?
No. La Full Faith and Credit Clause della Costituzione USA si applica solo alle sentenze tra Stati USA. Per le sentenze straniere occorre di regola l'azione di riconoscimento; fa eccezione qualche procedura speciale, come quella della Florida, dove la sentenza straniera si registra presso il clerk e il debitore ha 30 giorni per opporsi (Fla. Stat. § 55.604). Dopo il primo riconoscimento in uno Stato, la sentenza diviene sister-state judgment e può essere registrata negli altri Stati che hanno adottato l'UEFJA.
Quali sentenze italiane non possono essere riconosciute sotto l'UFCMJRA?
Le sentenze diverse dalle money judgments (ingiunzioni a fare o non fare, statuizioni in materia di stato e capacità delle persone) e, anche se condannano a pagare, le sentenze in materia tributaria, le sanzioni e le decisioni su divorzio, mantenimento e rapporti familiari. Queste ultime seguono altre regole: per il mantenimento, per esempio, lo Uniform Interstate Family Support Act, con cui la California ha registrato un provvedimento italiano sul mantenimento di figlio e coniuge (Cima-Sorci v. Sorci, 17 Cal. App. 5th 875 (2017)); per il resto, la comity di common law.
Un decreto ingiuntivo italiano non opposto è equiparato a una sentenza?
Per il diritto italiano sì: il decreto divenuto definitivo per mancata opposizione costituisce titolo esecutivo equiparabile a una sentenza. Le leggi uniformi definiscono la foreign-country judgment come decisione di un giudice straniero, e il decreto è pronunciato da un giudice; il riconoscimento resta però subordinato alla prova della definitività del titolo e della regolare notifica al debitore.
La sentenza italiana è rivalutata nel merito dal giudice USA?
No. Il divieto di révision au fond opera anche nel sistema USA. Il giudice statunitense esamina solo i presupposti di riconoscimento; non riapre la causa decisa in Italia, né valuta se il giudice italiano abbia applicato bene la legge.
Riferimenti normativi essenziali
- Uniform Foreign-Country Money Judgments Recognition Act (UFCMJRA), versione 2005 della Uniform Law Commission
- Uniform Foreign Money-Judgments Recognition Act (UFMJRA), versione 1962
- Hilton v. Guyot, 159 U.S. 113 (1895)
- Full Faith and Credit Clause, U.S. Constitution, Article IV, § 1
- Uniform Enforcement of Foreign Judgments Act (UEFJA), per la circolazione delle sister-state judgments
- 28 U.S.C. § 1332 (diversity jurisdiction)
- Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 (apostille)
- L. 31 maggio 1995 n. 218, art. 64 (per il regime italiano corrispondente)
- Leggi statali: New York CPLR art. 53; California Code of Civil Procedure §§ 1713-1725; Florida Statutes §§ 55.601-55.607; Texas Civil Practice & Remedies Code Ch. 36A; Massachusetts General Laws c. 235 § 23A; 10 Del. C. §§ 4801-4812; 735 ILCS 5/12-661 - 12-672; Ohio Revised Code §§ 2329.90-2329.94
- 28 U.S.C. § 4102 (SPEECH Act, sentenze straniere per diffamazione)
- Johnston v. Compagnie Générale Transatlantique, 242 N.Y. 381 (1926)
- Convenzione dell'Aja del 2 luglio 2019 sul riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze straniere in materia civile o commerciale (firmata ma non ratificata dagli Stati Uniti)
Fonti
New York CPLR 5302, 5303, 5304 e 5306 (testo in vigore, revisione del 18/6/2021, nysenate.gov); California Code of Civil Procedure §§ 1715, 1716 (mod. 2017), 1718 e 1721 (leginfo.legislature.ca.gov); Florida Statutes §§ 55.603-55.605 (leg.state.fl.us); Texas Civil Practice and Remedies Code §§ 36A.004, 36A.005 e 36A.009; Massachusetts General Laws c. 235 § 23A (malegislature.gov); 10 Del. C. §§ 4801-4812 (delcode.delaware.gov); 735 ILCS 5/12-661 - 12-672 (ilga.gov); RCW 6.40A.030 (app.leg.wa.gov); Idaho Code § 10-1404 (legislature.idaho.gov); N.C. Gen. Stat. § 1C-1853 (ncleg.gov); Ohio Revised Code § 2329.92 (codes.ohio.gov); 28 U.S.C. § 4102 (Pub. L. 111-223 del 10/8/2010). Uniform Law Commission, stato delle adozioni del Foreign-Country Money Judgments Recognition Act (2020). HCCH, tabella di stato della Convenzione del 2 luglio 2019. Hilton v. Guyot, 159 U.S. 113 (1895); Johnston v. Compagnie Générale Transatlantique, 242 N.Y. 381 (N.Y. 1926); Yancheng Shanda Yuanfeng Equity Investment Partnership v. Wan, 59 F.4th 262 (7th Cir. 2023); Cima-Sorci v. Sorci, 17 Cal. App. 5th 875 (2017) (testi su CourtListener). Fonti consultate il 27 settembre 2026.
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