Monitoraggio fiscale · Patrimoni all'estero

Conti, titoli e immobili negli Stati Uniti di chi vive in Italia: quadro RW, IVIE e IVAFE

Chi deve dichiarare i beni americani, quando la dichiarazione non serve, quanto si paga sugli immobili e sulle attività finanziarie, che cosa si rischia e dove si trovano le regole dal 1° gennaio 2027.

Verificato il 27 settembre 2026 · Fonti

Chi è fiscalmente residente in Italia e possiede un conto corrente a New York, un portafoglio titoli presso un intermediario americano o una casa in Florida ha, verso il fisco italiano, due ordini di obblighi. Il primo è indicare quei beni nella dichiarazione dei redditi, nella parte dedicata al monitoraggio fiscale (il quadro RW del modello Redditi). Il secondo è pagare le due imposte patrimoniali sui beni esteri: l'IVIE sugli immobili e l'IVAFE sulle attività finanziarie. Sono obblighi legati alla residenza, non alla cittadinanza: riguardano anche il cittadino americano che vive in Italia. Dal 1° gennaio 2027 le norme cambiano posto, perché confluiscono nei nuovi testi unici tributari; le regole principali, nei testi letti alla data di verifica, restano le stesse.

Chi deve dichiarare i beni esteri

L'obbligo riguarda le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici ed equiparate residenti in Italia che nel periodo d'imposta detengono investimenti all'estero, attività estere di natura finanziaria o cripto-attività suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. Vanno indicati nella dichiarazione annuale dei redditi (art. 4, comma 1, del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167).

Sono tenuti alla dichiarazione anche i titolari effettivi: chi non possiede direttamente l'investimento, ma ne è titolare effettivo secondo la normativa antiriciclaggio (art. 1, comma 2, lettera pp), e art. 20 del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231). È il caso, per esempio, di chi controlla una società o un altro veicolo che detiene il conto o l'immobile negli Stati Uniti.

Il presupposto è la residenza fiscale in Italia: chi è residente è individuato dall'articolo 2 del testo unico delle imposte sui redditi, spiegato nella pagina sulla residenza fiscale tra Italia e Stati Uniti.

Quando il quadro RW non serve

La legge prevede tre esoneri dall'indicazione nella dichiarazione (art. 4, comma 3, d.l. 167/1990):

  • Beni affidati a intermediari residenti Le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione a intermediari residenti in Italia, e i contratti conclusi attraverso di loro, se i flussi e i redditi sono stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.
  • Conti fino a 15.000 euro I depositi e i conti correnti bancari costituiti all'estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d'imposta non supera 15.000 euro.
  • Immobili senza variazioni Gli immobili situati all'estero per i quali non ci sono state variazioni nel corso del periodo d'imposta, fatti salvi però i versamenti dell'IVIE.

L'esonero dalla dichiarazione non è un esonero dalle imposte

L'esonero per l'immobile senza variazioni riguarda soltanto l'indicazione nel monitoraggio: la legge fa espressamente salvi i versamenti dell'IVIE. Allo stesso modo, i presupposti dell'IVAFE sono fissati da una norma diversa e vanno verificati per conto proprio.

L'IVIE sulla casa negli Stati Uniti

Dal 2012 i residenti in Italia pagano un'imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati (art. 19, commi 13-17, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201). Le regole principali:

Per gli Stati Uniti conta quindi di regola il costo d'acquisto indicato nell'atto. Se e in che misura un tributo locale americano sull'immobile possa essere scomputato come «imposta patrimoniale» è una questione da valutare caso per caso sui documenti del tributo pagato.

L'IVAFE su conti e investimenti americani

Sempre dal 2012 i residenti pagano un'imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all'estero; dal 2023 la stessa imposta si applica anche alle cripto-attività detenute da residenti (art. 19, commi 18-22, d.l. 201/2011).

  • Prodotti finanziari Azioni, obbligazioni, fondi e gli altri prodotti finanziari: il 2 per mille del valore di mercato rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenuti (comma 20).
  • Conti correnti e libretti Un importo fisso, pari all'imposta di bollo prevista per gli estratti conto dall'articolo 13, comma 2-bis, lettere a) e b), della tariffa allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 (comma 20).
  • Quota e periodo L'imposta è dovuta in proporzione alla quota e al periodo di detenzione (comma 19).
  • Credito Si deduce l'eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui i beni sono detenuti (comma 21).

Chi è anche cittadino americano ha, sugli stessi conti, gli obblighi informativi statunitensi (FBAR e Form 8938), che sono un'altra cosa e sono descritti nella pagina su FBAR e Form 8938 per gli americani in Italia.

Che cosa si rischia

Nel testo in vigore al 27 settembre 2026, la violazione dell'obbligo di dichiarazione è punita con una sanzione amministrativa dal 3 al 15% degli importi non dichiarati; per gli investimenti e le attività finanziarie detenuti negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato indicati dai decreti ministeriali del 4 maggio 1999 e del 21 novembre 2001, la sanzione va dal 6 al 30%. Se la dichiarazione è presentata entro novanta giorni dal termine, la sanzione è di 258 euro (art. 5, comma 2, d.l. 167/1990). Dal 1° gennaio 2027 l'articolo 5 è abrogato e le sanzioni tributarie sono raccolte nel testo unico approvato con il d.lgs. 5 novembre 2024, n. 173.

Dove si trovano le regole dal 1° gennaio 2027

Con i testi unici tributari le norme descritte in questa pagina cambiano numerazione. Nei testi letti alla data di verifica le regole principali (soggetti obbligati, esoneri, aliquote, soglie, crediti) sono riprodotte senza modifiche sostanziali.

Domande frequenti

Ho un conto negli Stati Uniti con meno di 15.000 euro: devo compilare il quadro RW?

No, se il valore massimo complessivo dei depositi e conti correnti bancari esteri raggiunto nel corso dell'anno non ha superato 15.000 euro. L'esonero riguarda però solo il monitoraggio: l'IVAFE ha regole proprie.

La casa in Florida che non ho mai affittato va dichiarata ogni anno?

L'immobile estero per il quale non ci sono state variazioni nel corso dell'anno è esonerato dall'indicazione nel monitoraggio, ma l'IVIE resta dovuta: la legge fa espressamente salvi i relativi versamenti.

Come si calcola l'IVIE su una casa americana?

Con l'aliquota dell'1,06% sul costo risultante dall'atto di acquisto o, in mancanza, sul valore di mercato del luogo; non è dovuta se l'importo non supera 200 euro, e se ne deduce l'eventuale imposta patrimoniale pagata negli Stati Uniti.

Sono cittadino americano ma vivo in Italia: valgono anche per me?

Sì. Gli obblighi dipendono dalla residenza fiscale in Italia, non dalla cittadinanza. In più, come cittadino americano, ha gli obblighi informativi statunitensi sui conti esteri.

Che cosa cambia dal 2027?

Cambia la collocazione delle norme: il monitoraggio passa all'articolo 58 del d.lgs. 141/2026, l'IVIE all'articolo 41 del d.lgs. 174/2024 e l'IVAFE all'articolo 168 del d.lgs. 123/2025. Nei testi letti alla data di verifica aliquote, soglie ed esoneri sono gli stessi.

Fonti

Decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, artt. 4 e 5 (testo vigente al 27 settembre 2026 e al 2 gennaio 2027, Normattiva); decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, art. 19, commi 13-22 (testo vigente al 27 settembre 2026 e al 2 gennaio 2027); d.lgs. 5 agosto 2026, n. 141, artt. 58 e 368; d.lgs. 5 novembre 2024, n. 174, art. 41; d.lgs. 1° agosto 2025, n. 123, art. 168; d.lgs. 5 novembre 2024, n. 173; decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200; d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231, artt. 1 e 20.

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